Resident Evil Revelations 2 – provato per voi!

Resident Evil Revelations 2 – provato per voi!

Proprio una settimana fa abbiamo avuto la fortuna di partecipare all’evento ufficiale per la presentazione di RESIDENT EVIL REVELATIONS 2 in quel degli uffici milanesi di Halifax db bros, da sempre storico distributore italiano del brand horror/action di Capcom, e oggi finalmente abbiamo modo di farvi sapere cosa ne pensiamo noi di Residentevil.it.
Provate alcune porzioni di gioco e avute le dovute informazioni dalla crew di Capcom presente in loco nelle persone di MICHITERU OKABE – Producer Resident Evil Revelations 2, MATTHEW WALKER – Production Manager CAPCOM e LAURA SKELLY – PR Manager CAPCOM UK (di cui a breve avrete modo di leggere l’intervista esclusiva), possiamo dirci in grado di fornirvi un’analisi piuttosto globale del gioco, pur consci che nulla può dirsi certo sino all’uscita del gioco in forma completa.

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Durante la presentazione dello scorso 19 abbiamo avuto l’opportunità di provare due modalità di gioco; la prima ci ha messo nei panni di Barry Burton, storico agente S.T.A.R.S. intento nel ritrovare sua figlia Moira dispersa assieme a Claire Redfield su di un’isola prigione sconosciuta. La seconda è la modalità Raid Mode, molto simile alla classica modalità Mercenari presente negli ultimi capitoli della serie. Ma andiamo con ordine: presi i panni di Barry è mosso il primo passo sull’isola, a emergere solo immediatamente lo spessore grafico e la giocabilità. Il primo, per quanto si parli di una versione non definitiva del gioco, ci è sembrato piuttosto sottotono (per lo più relativamente alle texture e ad alcuni elementi di contorno poco dettagliati) anche se abbastanza curato nel globale per fornire al giocatore un’immersività niente male.

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Certo, lasciato il porto ed entrati nella struttura carceraria ci saremmo aspettati qualcosa di più soprattutto nell’atmosfera e nel fascino degli ambienti, ma questi fanno comunque il loro dovere tra angoli bui, ostacoli da superare e piccoli enigmi e trappole spesso mortali, regalando al giocatore un comparto grafico soddisfacente, coadiuvato da modelli poligonali di personaggi e mostri abbastanza convincenti.
Messo da parte il discorso grafica, passiamo quindi al gameplay. Barry risulta piuttosto spigliato nel muoversi e i comandi rispondono bene, anche se piuttosto semplici e consueti nel correre, scavalcare oggetti, mirare, abbassarsi e utilizzate la torcia. Utile come sempre poi la croce direzionale per la scelta delle armi e l’utilizzo del coltello, mentre il menù degli oggetti, seppure diverso dal solito, ci è parso tanto semplice quanto efficiente. Non a caso tornano sia le piantine verdi che rosse, facilmente miscelabili nello stesso. Interessante invece l’implementazione del personaggio della piccola Natalia, che switchabile con un solo tasto permette di capire la posizione dei nemici anche oltre le pareti e di trovare oggetti che Barry non potrebbe vedere… poco survival horror è vero, ma quantomeno la bambina non può imbracciare un mitragliatore per aiutare il giocatore a eliminare i nemici.
Nemici che, molto simili a zombie, non sembrano creare grosse difficoltà, soprattutto se colpiti alla testa. Presente poi nella prova anche un boss non meglio identificato che ha richiesto le proverbiali sette camice per essere eliminato, pur potendo contare su un parco armi davvero niente male (che va dalla classica Samurai Edge ad un mitragliatore passando per la storica magnum), espansibile e potenziabile mediante dei banchi da lavoro che si trovano nel gioco e utilizzando dei customization kit ottenibili durante l’avventura.

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Conclusa la breve esperienza single player del gioco, con ancora molti dubbi e mistero sulla trama e la componente legata al duo Claire-Moira, passiamo alla modalità “Raid”, che si è rivelata essere molto più interessante di quanto non fosse la Mercenari dei capitoli canonici della saga. Questo Raid mode è come se fosse una sorta di simulatore di scontro che si apre dentro una strana stanza chiusa, chiamata “il vestibolo”, all’interno della quale è possibile interagire con l’ambiente e scegliere cosa fare. Inizialmente non è possibile scegliere neanche un personaggio, utilizzando quindi una sorta di modello vuoto, mentre i box armi si sbloccano con level-up anche questi ottenibili durante gli scontri. I personaggi sbloccabili sono sei e possono essere utilizzati a scelta, godendo di un bonus riposo quando non vengono usati.
Le ambientazioni di questa modalità sono simil arene (de tutto riprese dal sesto capitolo della serie, ve lo anticipiamo) anche se si srotolano in maniera progressiva, con nemici in numero preciso (la battaglia finisce quando tutti i nemici sono stati eliminati). Anche le abilità del personaggio sono potenziabili con l’andare avanti della modalità, mentre Capcom deciderà una missione del giorno che fornirà punteggi diversi per scalare le classifiche mondiali da soli o in compagni di un partner online. Riguardo la gestione delle armi, all’interno del vestibolo, avverrà tramite un juke box, visto che nelle arene le armi si raccoglieranno sotto forma di dischi, poi trasformabili in armi solo nella stanza. Nota: ogni arma potrà poi essere distrutta o downgradata in cambio di soldi.
Oltre alle varie armi classiche inoltre, utilizzabili contro una selezione di nemici piuttosto varia anche se forse poco originale, introdotte anche delle risorse secondarie come delle bottiglie congelanti o esplosive.
Detto questo, cari RE fan, la nostra disamina di Resident Evil Revelations 2 si conclude qui. Vi ricordiamo che il titolo sarà disponibile in 4 episodi scaricabili online dal 25 febbraio in poi, più una versione boxed completa successiva prevista per il 20 marzo su PS4, PS3, XBOX ONE, XBOX 360, PC e PS Vita, e contenente contenuti aggiuntivi quali:

2 episodi bonus Spin Off sui nuovi personaggi Moira Burton e Natalia Korda

2 Personaggi Bonus Modalità RAID: Hunk e Wesker

4 costumi alternativi

– 4 nuovi scenari Modalità RAID

Stay tuned per la recensione del primo episodio di Resident Evil Revelations 2!