Resident Evil Revelations 2 – la recensione di Residentevil.it

Resident Evil Revelations 2 – la recensione di Residentevil.it

Da appassionati storici della saga quali siamo, non è stato facile accettare la realtà di un Resident Evil che, negli ultimi anni, sembra aver abbandonato totalmente il fascino, l’atmosfera e gli stilemi tipici del passato. Dimenticate le telecamere fisse, le macchine da scrivere e i bauli, perché ormai è chiaro che (a meno di clamorosi ritorni al passato) non li vedremo mai più, e, d’altronde, non ha neanche troppo senso continuare a rimpiangere ciò che è stato. Tutti noi abbiamo amato alla follia i primi capitoli e denigrato con le più aspre parole gli ultimi. Eppure siamo ancora qui a credere, o meglio, sperare, che prima o poi avvenga il miracolo. Dobbiamo smettere di fare i nostalgici, considerare i capostipiti della saga per il capolavoro che sono e guardare avanti. Bisogna focalizzarsi sull’oggi e apprezzare ciò che abbiamo tra le mani ora, sempre che ne valga la pena. Resident Evil 5 e 6 sono figli di una mera logica di mercato che ha portato ad un’inevitabile snaturazione della serie ed è più che normale che vengano considerati materiale di scarto dai puristi. Capcom, però, non si è mostrata del tutto insensibile alle critiche e si è decisa a fare qualcosa in merito. Ci ha provato inizialmente con il primo capitolo di Revelations, offrendo un’esperienza di gioco decisamente più lugubre e cupa rispetto al quinto episodio della storyline principale, tralasciando però in maniera massiccia la trama e il character design degli zombie, decisamente improponibili e fuori target. Il gioco tutto sommato ci ha convinto, più che altro per il segnale di cambiamento che la software house nipponica ci stava inviando. Poi però, quando ci si aspettava l’annuncio in pompa magna del settimo capitolo, ecco che ci viene presentato il seguito dello spin-off che aveva aperto una leggera breccia nel nostro cuore. Riportare indietro Claire e Barry, però, non mi pareva abbastanza. Ho seguito tutta la promozione del titolo con enorme diffidenza, partendo prevenuto, viste le precedenti delusioni, deciso a sprecare le mie speranze per titoli più promettenti.

Barry (8)

Poi, la “rivelazione”. Quando ho completato il quarto episodio della storia principale, portando a compimento la campagna in dodici ore circa di gioco, mi sono reso finalmente conto di come stavano andando veramente le cose. Il vecchio Resident Evil non c’è più, verissimo, ma, dopo qualche spiacevole tentativo, mi sento di poter affermare che, finalmente, Capcom abbia trovato il giusto compromesso per far felici tutti quanti. Come dicevano gli Scolastici: “in medio stat virtus”. Ci troviamo, quindi, di fronte a un gioco che fonde in maniera squisita elementi survival con una giusta ed equilibrata controparte action. Una simbiosi efficace di vecchia e nuova scuola che si propone il difficile compito di riprendere a narrare una storia che da tanto, troppo, tempo volevamo ascoltare, vivere, giocare. Il sistema a episodi, anch’esso inizialmente criticato aspramente dal sottoscritto, si rivela ben congegnato, in grado di lasciare quella giusta suspense degna dei classici cliffhanger ma senza risultare eccessivamente scontata. Gli eventi narrati riescono a farti scappare quel “ooh!” di stupore, complice anche una capacità narrativa nettamente superiore rispetto ai capitoli precedenti. Quindi troviamo un intreccio nel tempo e nella storia che riesce a districarsi bene, includendo anche il virus Uroboros, con tanto di riferimenti e citazioni ghiotte. Ma evitiamo di spoiler are altro e veniamo al gameplay. Non siamo soli e, viste le derive prese, e chissà se lo saremo più realmente, anche nelle storie future. Questa volta, però, non è per nulla un aspetto negativo, anzi è uno degli aspetti più interessanti e divertenti di Revelations 2. Vi troverete infatti ad affrontare gli orrori di questo nuovo Resident Evil insieme ad un partner che vi affiancherà per tutta l’avventura. Ad accompagnare Claire ci penserà Moira, la figlia primogenita di Barry, la quale, appena entrata a far parte dell’organizzazione TerraSave, sarà costretta a far fronte alle svariate minacce poste dalla storia solo con l’ausilio di un piede di porco e di una torcia. Non ridete però! Quella torcia è utilissima per risparmiare le preziose munizioni che in diversi punti saranno una vera e propria rarità. Grazie al fascio di luce generato, infatti, sarete in grado di accecare i nemici in modo da atterrarli con l’aiuto di Claire e finirli infilzandoli con il piede di porco. Moira si presenta efficace, quindi, sia a livello di attacco quando sarete voi a impersonarla, sia come support quando sarete concentrati a riempire gli zombi di proiettili nei panni di Claire.
Per quanto riguarda le sessioni di gioco con protagonista lo storico agente S.T.A.R.S. (piccola chicca: in italiano il doppiatore di Barry Burton è lo stesso di Gordon Ramsey, quindi, tra uno zombie e un altro, potreste aspettarvi una bella omelette) sarete affiancati dalla piccola Natalia, una bambina dal passato oscuro. Questa giovane, coraggiosa e senza paura, sarà decisamente meno efficace a livello offensivo (l’unico modo di fare danni è tramite l’utilizzo di alcuni mattoni sparsi per i livelli), ma vi aiuterà a scovare la presenza dei nemici (alcuni totalmente invisibili) e dei punti deboli dei Revenant. Decisamente una valide aiutante, insomma!

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Riguardo il sistema di switch del personaggio ideato da Capcom, va detto che è una scelta che rende appassionante l’esperienza di gioco, soprattutto per quanto riguarda l’approccio che deciderete di tenere nei vari episodi. Se non avrete un amico con cui condividere lo schermo e che impersoni uno dei due personaggi, il modo “migliore” per giocare consiste nell’usare nove volte su dieci il character di supporto, e questo per diversi motivi. In primis vi aiuterà a scovare gli oggetti nascosti nei livelli (fidatevi, ne avrete bisogno), poi potrà aprire delle casse speciali dentro le quali troverete potenziamenti per le armi e quant’altro, infine accecare/scovare i nemici prima che possano farvi la pelle. Inoltre, sapere che siete senza armi vi fa sentire a disagio come un Resident Evil non faceva da molto tempo. Certo se in difficoltà potrete switchare veloce da un personaggio all’altro, ma comunque la sensazione che vi rimane è la medesima.
Come dicevo in precedenza poi, cercare di spulciare ogni angolo alla ricerca di oggetti e di stanze segrete sarà sempre un’otima strategia, ed ecco che quindi arriviamo alla descrizione dell’ambiente circostante. Il percorso risulta in definitiva lineare, ma presenta diversi bivi e strade che, anche se prima o poi dovrete percorrerle quasi tutte, riesce a conferire quel leggero senso di spaesamento. Alcune mappe sono meglio riuscite di altre ma, nel complesso, vi è una coerenza di level design che continua fino alla fine del titolo senza perdere neanche un colpo. Quasi tutti gli ambienti sono scuri, inquietanti, sporchi, macchiati di sangue. Insomma, perfettamente in grado di riprodurre un’atmosfera degna di un buon survival, anche se non sempre pregni di un’atmosfera degna dei primi capitoli della serie.

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Il character design dei nemici invece ci riporta, finalmente, i cari vecchi zombie: alcuni putridi e scarnificati, altri decisamente più terrificanti. Tutti i nemici rimangono comunque fedeli allo stile generale della saga, cosa molto importante per farci sentire “a casa” mentre giochiamo (esattamente l’opposto del primo capitolo di Revelations). Proprio mentre maciullate zombie però dovete anche fare molta attenzione alle gemme sparse nelle mappe. Tranquilli, non sono così tante come in Resident Evil 5, bensì saranno molto limitate e andranno scovate grazie agli strumenti dei support character. Queste gemme vi danno punti abilità extra che, sommati a quelli vinti con gli achievments interni del gioco, vi permettono di gestire il vostro albero delle abilità in modo da diventare più forti/resistenti mano a mano che procedete nel gioco.

Raid (12)Se tutto ciò non vi basta, c’è molta altra carne al fuoco per voi. Ogni capitolo può essere giocato con due modalità bonus: “Nemici Invisibili” e “Conto Alla Rovescia”. Nella prima, come da titolo, non vedremo in alcun modo i mostri, se non grazie a Natalia ma per un brevissimo lasso di tempo. La seconda invece ci chiede di concludere il livello in un determinato tempo, il quale è possibile essere ampliato grazie all’eliminazione dei mostri e alla distruzione di alcune clessidre sparse per i livelli (proprio come in Mercenaries – le ambientazioni sono, tra l’altro, state furbescamente rispescate direttamente da Resident Evil 6). Ben due capitoli extra in cui, nel primo, scopriremo il misterioso passato di Natalia mentre, nel secondo, vestiremo i panni di Moira. Degna di lode è la modalità Raid, già implementata nel primo episodio uscito per 3DS, ma questa volta curata nei minimi dettagli con un’altissima rigiocabilità e un ottimo livello di sfida. Avrete un roster discreto di personaggi tra cui scegliere (alcuni ottenibili solo con la versione completa/retail), ognuno da far salire di livello, con le proprie caratteristiche, abilità e stile di gioco. Se quindici anni fa qualcuno mi avesse detto che un giorno avrei apprezzato degli elementi rpg in un Resident Evil, lo avrei preso per pazzo. Eppure, devo confessare che i Raid sono proprio divertenti e soddisfacenti dal punto di vista della difficoltà incrementale, la quale regala buone gratificazioni dopo aver sconfitto determinati gruppi di nemici particolarmente tosti (soprattutto se contate che i nemici elite hanno persino le abilità, proprio come un classico rpg che si rispetti). Degno di nota anche il sistema di potenziamento delle armi, che permette di recuperare anche parti di modifica da un’arma già migliorata per essere utilizzati su un’altra. Ottimo anche il reparto sonoro, con musiche perfettamente adatte alle varie situazioni di gioco (che siano combattimenti o esplorazione), anche se forse la scelta più importante e apprezzabile riguarda senza dubbio la tanto agognata possibilità di poter scegliere la lingua inglese e godersi un doppiaggio originale apprezzabilissimo (per quanto anche l’adattamento italiano siamo certi sarà gradito alla maggior parte dei giocatori nostrani).

Barry (26)

Le uniche pecche emergono quando si inizia a considerare la grafica. Ok, va bene che il comparto visivo non fa il gioco, però utilizzare lo stesso motore usato per creare le animazioni in CG di Resident Evil Degeneration e Damnation, ad oggi, nel 2015, è proprio difficile da guardare senza storcere il naso. Anche le semplici animazioni puzzano un po’ di vecchio, cosa che, unita ad un comparto grafico generale di media qualità e a diversi bug alquanto fastidiosi, ci lascia un po’ perplessi. Se Capcom avesse sviluppato Revelations 2 come un vero titolo tripla A, o addirittura come se addirittura fosse Resident Evil 7, allora la qualità totale sarebbe stata estremamente superba. Ma, ora come ora, mi sentirei di dire: non importa. È pur sempre un titolo che, se acquistato online, si aggira sui 25 euro e, per tutto quello che offre, dobbiamo essere finalmente grati a Capcom. Adesso non resta che attendere un glorioso settimo capitolo della serie.

Mauro Indini